Come fermare il tempo in Costa Brava

Cari amici viaggiatori,

Avete mai provato la sensazione, dopo un viaggio, di aver lasciato un pezzo di voi nel posto che avete appena visitato? Quasi come se aveste lasciato la vostra nuova casa?  Io sì, e mi succede tutte le volte che visito la Spagna.
Non so spiegare bene il perché, ma amo il calore di quella terra e il profondo legame che gli spagnoli hanno con il loro territorio.

La Spagna è stata la mia prima meta, il mio primo viaggio da sola: tornata dal mio primo viaggio a Valencia, ho capito che avrei viaggiato ancora per molto tempo.
Ho quindi deciso di conoscere tutto di questa nazione: ne ho imparato la lingua e ne ho studiato la cultura, innamorandomene.

Nel 2011, poi, ho passato giorni speciali in Andalusia, e, quando l’anno scorso, a Ferragosto, ho avuto l’occasione di ritornare sul suolo spagnolo, il cuore mi si è fermato dall’emozione.
Sono partita per nove intensissimi giorni in Costa Brava: siamo partiti da Bari, nella notte e siamo arrivati a Barcellona.
Di lì, destinazione Empuriabrava, la piccola Venezia della Costa Brava: non avevo mai visto città marittime come questa! Tanti canali navigabili e case che si affacciano direttamente sul mare. Movida e locali notturni a movimentare le calde serate d’Estate e tanti eventi, concerti e feste all’aria aperta.

Dista due ore da Barcellona, e, come tutte le spiagge della Costa Brava, presenta un carattere selvaggio e indomito. “Bravo” in spagnolo significa proprio selvaggio, e il termine è perfetto per descrivere spiagge di sabbia nera, vento forte ed incessante e costiere a strapiombo, come quelle della spiaggia dell’Estartit, che abbiamo visitato dopo una piccola sosta nella città di Girona.

Girona ha un fascino di altri tempi: una bellissima cattedrale risalente al Medioevo, e ristrutturata in epoca rinascimentale, alla quale si accede da un’alta scalinata in marmo bianco. E poi tante viuzze che si annodano in un groviglio apparentemente senza meta, ma che in realtà nasconde casette e palazzi di straordinaria particolarità.

I giorni di Ferragosto li ho passati a Barcellona: una città cosmopolita e giovane, dallo spirito fresco e avanguardista.
Ho amato la Rambla e il suo essere non un semplice viale alberato, ma un luogo di incontro e di rappresentazione di mondi diversi, di artisti di strada e ristoranti che propongono un’ottima paella e tanto buon cibo spagnolo.
E ho amato le opere di Gaudì e i loro essere diventate un simbolo della città stessa.

Quanto profondo può essere il legame di un’artista con la sua città e quanto questo legame può lasciare al mondo intero!

È la stessa sensazione che si prova a Figueres, la città natale di Salvador Dalì, che ha costruito la sua fama sulle opere di questo artista eccentrico: opere surrealiste invadono la cittadina e portano alla particolarissima struttura che ospita il Museo Dalì, un museo interamente dedicato alle opere dell’artista.

Eppure della Costa Brava ricorderò in particolar modo un piccolo paesino di circa 2000 abitanti. Un borgo medioevale dove sembra che il tempo si sia fermato, in attesa di quel progresso che sembra non voler varcare le mura dell’antico centro storico e che, quasi intatte, si stagliano a difenderne l’integrità storica e la memoria di un passato che qui è ancora presente: il piccolo borgo di Pals, nel bel mezzo della campagna della Catalogna.

Da visitare il Castello di Pals, di epoca medioevale e la chiesa di Sant Pere, risalente al X secolo. Conserva le strutture romaniche e gotiche in particolare l’abside in stile romanico e la navata in stile gotico. All’ingresso, una statua di San Pietro di straordinaria bellezza accoglie il fedele, quasi a porsi come il vero ed unico padrone di quella casa santa.

Passare del tempo qui è quasi come fare un viaggio con una macchina del tempo: anche il turismo di massa stenta ad affermarsi qui e le piccole botteghe, che vendono ceramiche, costumi medioevali, archi e frecce, non si sono arresi alla logica di vendere semplici oggettini per turisti.

Fermo al Medioevo anche il borgo di Castellò d’Empuries, anch’esso recintato da possenti mura e ospitante una cattedrale gotica di grandi dimensioni e rappresentante di quello stile artistico che accomuna la zona della Costa Brava alla vicinissima Francia, dove il gotico è nato.

Insomma, un itinerario nella Spagna più selvaggia e nella Costa Brava meno conosciuta, lontana dal trambusto di LLoret del Mar, la località più in voga della zona.

Un vero viaggiatore non ha paura di cercare luoghi fuori dalle mete classiche e di raccontarlo e condividerlo con gli altri.

  

Quindi, se quest’estate andate in quelle zone, noleggiate un auto e fermatevi in questi piccoli borghi medioevali. Respirate profondamente il sapore del passato e dimenticate per un attimo la tecnologia. Disintossicatevi dall’idea più comune di vacanza estiva e scegliete spiagge che conoscono in pochi e poi, magari, datevi il tempo per visitare le mete turistiche per eccellenza e fate un confronto: l’autenticità dei piccoli luoghi e la modernità delle grandi destinazioni renderanno la vostra vacanza unica e indimenticabile.

La Spagna offre tutto questo: offre poesia, autenticità, tradizione uniti a progresso e propensione al futuro, offre buon cibo e nuove sperimentazioni gastronomiche, offre cultura e modernità.

Nella mia vita ho viaggiato molto, ma è in Spagna che ho lasciato il cuore.

Autrice:
Angela Coscia

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