Un’emozione chiamata Norvegia!

La Norvegia non è semplicemente uno dei più bei paesi del Nord Europa, nonché il più settentrionale e vicino al Polo Nord; rappresenta soprattutto uno stile di vita. Un credo. È un luogo dove natura e creazione umana hanno trovato un modo perfetto di vivere in armonia, muovendosi di pari passo. È un luogo di culto; un po’ come una mecca per chi ama l’avventura e per gli sportivi appassionati di montagna di tutto il mondo. Con i suoi 400 000 chilometri quadrati di estensione circa, questo paese vi farà vivere a contatto con una natura incontaminata, tra cascate spettacolari, picchi a strapiombo sul mare ed imponenti ghiacciai. A patto che lo rispettiate come lui rispetta voi. Già, perché è come se ci fosse un patto non scritto tra questo paese e i suoi abitanti: un accordo di reciproco rispetto. Una convivenza pacifica in cui l’uomo viene visto come elemento di equilibrio per questa antica “Terra dei Vichinghi”, che ricambia con altrettanta generosità.

Le mie varie esperienze in questo affascinante paese mi hanno fatto capire quanto sia importante questo rispetto e quanto sia tenuto in considerazione da ciascuno. Tutti i norvegesi che ho avuto l’opportunità di incontrare, senza eccezione, mi hanno fatto constatare quanto a fondo conoscessero i loro territori, le loro montagne, i fiordi, i sentieri, le tantissime bellezze naturali che li circondano. Come avessero a cuore il rispetto e la tutela dell’ambiente, che fosse un piccolo spiazzo erboso dove poter montare la tenda, un bosco da attraversare o una cima di montagna da conquistare.

Non è difficile, dunque, ipotizzare che ci sia un legame tra questa terra ed ogni suo singolo abitante (i cosiddetti “nati con gli scarponi”, come ho iniziato a definirli io). E che questo legame possa essere interiorizzato, in qualche modo, anche dai molti turisti che ogni anno raggiungono questo paese in cerca di libertà, e di quel qualcosa di indefinito che li faccia perdere, per poi ritrovare sé stessi in un riflesso nell’acqua, sul ciglio di un burrone, o nelle scintille provocate dall’ardere delle fiamme di un fuoco da campo.

Piace pensarlo anche a me, perché credo in questo legame e credo che possa essere condiviso, perché lo vivo ogni volta che torno in Norvegia. E più la conosco, più mi sento attratto verso nuovi paesaggi e nuove esperienze.
Ricordo ancora la prima volta che misi piede in Norvegia: mi sentivo avventuroso. Mi sentivo motivato e carico di energie. Pronto ad esplorare questo parco giochi di avventure; volevo diventare una cosa sola con l’affascinante natura selvaggia del luogo.

Sognavo di dormire in cima ai più alti picchi montuosi sotto ad un cielo stellato che ne illuminasse i paesaggi, e guardare giù solo per ammirare le acque dei fiordi che riposano tra le scoscese rupi che li circondano. Mi mancava il soffio delicato del vento che spettina i capelli e l’aria in faccia mentre ci si muove. Avevo bisogno di sentire la terra sotto gli scarponi. Volevo camminare. E quando finalmente sono riuscito a fare tutte queste cose, mi sono sentito libero.

Ringraziamo Tommaso per aver condiviso con noi questa sua esperienza ricca di emozioni.
Se volete dare un’occhiata alle sue fantastiche foto, visitate il suo profilo Instagram: https://www.instagram.com/spaghettiontheloose/ , siamo certi che vi piacerà!

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