Vigevano: un salotto “alla moda”

Vigevano, piccola perla del Rinascimento, semplice, ordinata, a meno di un’ora di strada da Milano, ideale per una gita fuori porta.

La città ha conosciuto il massimo splendore nel periodo visconteo-sforzesco, quando divenne residenza ducale (ed è proprio in questo periodo che fu realizzata la piazza).

Piazza Ducale una fra le più belle piazze italiane, è stata voluta da Ludovico il Moro che nel 1492   ne affidò la realizzazione ai suoi architetti ducali tra cui il Bramante. Il suo sogno era quello di fare di Vigevano una città ideale e la piazza doveva essere un’anticamera di ingresso al Castello. La Piazza, uno dei migliore esempi di architettura lombarda del XV secolo, di forma rettangolare presenta su tre lati edifici omogenei con facciata e portici uniformi a contorno di un forum che ricalca il modello romano descritto da Vitruvio e, il quarto lato è occupato dalla chiesa – cattedrale barocca con facciata concava, dedicata a Sant’Ambrogio la cui forma attuale è il frutto dell’intervento del 1680 realizzato dal Vescovo Juan Caramuel y Lobkowitz.

La piazza è impreziosita da porticati ed arcate sorretti da 84 colonne con capitelli di fogge tutti diversi l’uno dall’altro e, sopra ad ogni colonna c’è un medaglione con il ritratto di un personaggio dell’epoca romana e rinascimentale, tra cui quello di Ludovico il Moro e della moglie Beatrice d’Este.

La scenografica piazza Ducale cuore pulsante della città, il salotto cittadino, animata da ristoranti, caffè, gallerie d’arte e negozi ospitati nelle vecchie botteghe, un tempo occupate dai commercianti di lana e seta, è meta di incontro e ritrovo, luogo preferito dei vigevanesi e punto di riferimento per i turisti.

Arturo Toscanini
che amava tornare in città per ammirare   la piazza la paragonava   ad “una sinfonia musicale, ad una composizione orchestrale su quattro lati”.

Trovandosi sulla piazza ed alzando gli occhi al cielo si può ammirare la Torre del Bramante, edificata a partire dal 1198 ed ultimata solo alla fine del XV secolo per opera del Bramante. Salendo in cima alla torre, dalle sue merlature si gode di una bellissima panoramica sulla piazza, sul castello, sull’intera città e si possono notare tutta una serie di comignoli di mattoni sui tetti delle case, diversi l’uno dall’altro, che riproducono le torri dei castelli che facevano parte del feudo di Vigevano ai tempi degli Sforza.

Un tutt’uno con la piazza, che funge da regale atrio d’ingresso, è il Castello visconteo-sforzesco, dove ci si trova immersi in uno dei più grandi complessi fortificati d’Europa. Costruito in età di alto-medievo e abbellito dal duca di Milano Ludovico il Moro, all’interno si trovano le prigioni, la scuderia, che ispirò la stalla-modello di Leonardo da Vinci, gli affreschi del Maschio, la loggia delle dame, la falconiera, attribuita al Bramante e la suggestiva strada coperta che consentiva ai signori di Milano di fuggire nelle situazioni di emergenza.

La città di Vigevano si associa anche a Leonardo da Vinci, che alla corte di Ludovico il Moro ha vissuto e lavorato per un lungo periodo come testimonia La Leonardiana, museo dedicato al genio rinascimentale dove si possono ammirare le opere che Leonardo riuscì a realizzare nel corso della sua vita, tra cui le fedeli riproduzioni dei suoi disegni, taccuini, codici e dipinti.

Oltre che centro di lavorazione di lino e lana, Vigevano è legata al mondo della moda per la produzione di scarpe. Qui è nato, nel 1866, il primo calzaturificio a modello industriale che ha dato il via ad una ricca produzione di scarpe esportate in tutto il mondo. Qui è stato inventato il tacco a spillo nel 1953.

Nel Museo della Calzatura all’interno del Castello Sforzesco dedicato alla storia della calzatura dal XV secolo sino agli inizi degli anni settanta sono conservati cimeli storici, scarpe celebri, modelli etnici e scarpe realizzate per importanti marchi italiani e stranieri. Il museo intitolato a Pietro Bertolini ha origine dalla passione che già dal 1930 spinse il cavaliere a raccogliere calzature storiche, documenti, ed oggetti di vario genere legati al mondo della calzatura.

All’interno delle sale del museo è custodita la pianella appartenuta a Beatrice d’Este, modello altamente significativo e per la sua datazione molto antica, che la fa risalire al XV secolo e, perché rappresenta una tipica calzatura in uso presso le corti europea nel 400. La scarpa dotata di una alta zeppa di legno ricoperta di pelle nera era indossata dalla dame di alto rango. Tra le tante varie originali scarpe esposte anche il tacco di Marylin Monroe, la Babuccia Papale, lo scarponcino con le ghette del Duce, la scarpa numero 59, del cestista O’Neal e i sandali da cerimonia dei popoli artici.

Vigevano è il più importante centro della Lomellina e la sua forte vocazione agricola la colloca nel triangolo del riso, Pavia-Novara-Vercelli. Come in un mosaico di acqua e terra il riso è il protagonista di tante prelibatezze che si possono degustare, dai primi piatti fino al dolce e, il più conosciuto è Il Dolceriso del Moro, la cui idea venne a Beatrice d’Este moglie di Ludovico Il Moro, per omaggiare il marito e per offrire qualcosa agli ospiti che si trattenevano a corte fino a tardi.

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Autrice: Chiara Franzon

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