Bellezza e misteri: la Stonehenge calabrese!

Ci affanniamo da sempre a trovare posti esotici ed affascinanti lontani dall’Italia, senza mai renderci conto delle bellezze più uniche che rare che la nostra penisola ha da offrire.
La mia spedizione nelle montagne calabresi parte da un profondo desiderio nel riscoprire la natura della mia splendida regione e dall’ossessione sana nata dopo aver letto i libri della serie Outlander di Diana Galbadon (che vi consiglio vivamente!)

Affascinata dalla Craigh Na Dun destritta dall’autrice americana e da sempre innamorata del sito archeologico di Stonehenge in UK, mi sono chiesta: perchè mai voler ricercare in Scozia o altrove qualcosa che potevo trovare qui nella mia magica Calabria?

Per chi non lo sapesse, la Calabria è una delle tante regioni italiane del Sud ricca di bellezze naturali, ma ahimè poco valorizzate.
Prima ancora che questa terra fosse conosciuta con tale nome, si narra che fosse la patria scelta dal popolo dei Pelasgi (pronunciato pelaggi), popolo di ciclopi. Legenda o meno, il ritrovamento del sito Megalitico nelle terre calabre, di costruzione umana, rende tutto questo più reale e misterioso che mai.
Ecco perchè vale la pena recarvisi.

Il sito, che è stato definito da molti la Stonehenge Italiana, si trova nel comune di Nardodipace ad 1km dal comune di Serra San Bruno (famoso per la Certosa del santo da cui prende il nome).


Per raggiungere i Megaliti occorre avere un’auto capace di superare strade impervie e piene di curve tipiche del paesaggio di montagna ed un buon navigatore, meglio ancora una guida del luogo.
Una volta raggiunto l’ingresso al sito è consigliabile proseguire a piedi, per cui vi invito a procurarvi un abbigliamento sportivo, delle buone scarpe da trekking e tanta voglia di avventura.

Il paesaggio da sé offre uno spettacolo mozzafiato soprattutto se ci si trova ad andare durante i mesi estivi. Boschi dal verde vivo degli alberi di faggio, cerro e castagno, risplendono grazie ai raggi del sole che fanno capolino tra uno spiraglio e l’altro.
L’aria fresca e pulita di montagna riempie i polmoni ed il fruscio delle foglie assieme al cinguettio degli uccelli fanno di modo che, chi vi passi, si senta subito avvolto dalla calma e magia della natura.

Dopo circa 8 min di cammino i Geoliti vi si pareranno innanzi agli occhi. Contrariamente al sito inglese, essi non sono ancora stati recintati per cui è anche possibile salirvi in cima, con molta cautela, e fare foto dall’alto.

In uno dei Megaliti vi è scolpita una X e su un altro si trova un foro perfettamente ovale. Chi è riuscito a studiarne la disposizione, quasi a piramide, dopo la scoperta avvenuta nel 2002, ha ipotizzato che il significato di tali simboli fosse “Decimo (re) del mare”, poichè la X potrebbe rappresentare la parola re o il piú recente 10 numero Romano. Mentre l’ovale era il modo in cui i Pelasgi indicavano il mare.

Per saperne di piú eccovi un paio di links con maggiori informazioni:
http://www.strettoweb.com/2014/03/i-megaliti-nardodipace-straordinaria-opera-misterioso-popolo-antico-reportage/124523/

https://calabriahistory.wordpress.com/2017/02/12/i-megaliti-di-nardodipace/

Autrice: Maria Teresa Nardi

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E voi avete mai visitato la “Stonehenge calabrese”?
Raccontateci la vostra esperienza!

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